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lunedì 16 luglio 2018

Contributi a favore delle Micro, Piccole e Medie Imprese per l’attuazione di processi di innovazione

Possono presentare domanda i soggetti, con sede legale e/o unità locale nella Regione Campania, di seguito indicati: a. le Micro e PMI, anche in forma consortile; b. le Reti di Micro, di Piccole e Medie Imprese (MPMI) che intendano realizzare un progetto di rete. Il Piano di investimento aziendale deve essere garantita da almeno 3 MPMI richiedenti il contributo I soggetti devono essere regolarmente costituiti da almeno 2 anni ed iscritti nel Registro delle imprese della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, competente per il territorio.

Approfondisci leggendo la SCHEDA

venerdì 13 aprile 2018

Progetto “RESTO AL SUD” – Per partire con una nuova impresa


Resto al Sud è l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani Under 36 anni nelle regioni del Mezzogiorno.
Finanzia l’avvio di progetti imprenditoriali con un programma di spesa massimo di 200 mila euro. Ogni soggetto può ricevere un finanziamento massimo di 50 mila euro.

Avviare iniziative imprenditoriali per:
  • produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
  • turismo
Sono escluse dal finanziamento le attività agricole, libero professionali e il commercio.
Leggi il book delle linee guide per elaborare i progetti ed aderire al bando.

Guarda il video per tutte le informazioni utili.


Per ogni informazione sulla predisposizione dei progetti è attivo l’Ufficio Europa del Comune di Teggiano, aperto presso il Municipio ogni sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00.


Contatti:

E-mail: ufficioeuropateggiano@gmail.com




mercoledì 28 marzo 2018

Sostegno all’occupabilità giovanile: “Garanzia Giovani (Youth Guarantee)”

Al via l’azione di animazione territoriale a sostegno dell’occupabilità dei giovani under 29 della provincia di Salerno; una partnership definita da Quanta SpA e QS & Partners di Vincenzo Quagliano & C. snc di Salerno per l’erogazione di servizi di accompagnamento al lavoro. L’iniziativa intende sostenere i giovani Neet e le organizzazioni profit e no profit nell’iter per l’accesso alle agevolazioni previste dal Piano Garanzia Giovani emanato dalla Regione Campania per promuovere l’attuazione di tirocini formativi, bonus occupazionali, formazione professionale e autoimpiego.

GARANZIA GIOVANI REGIONE CAMPANIA

“Garanzia Giovani (Youth Guarantee)” è il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile rivolto ai giovani di età compresa tra i 15 e 29 anni, che non sono impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet – Not in Education, Employment or Training).
La Regione Campania ha redatto e pubblicato un proprio Piano Regionale “Garanzia Giovani”, un nuovo bando per il 2018. L’Avviso Pubblico è indirizzato ai soggetti privati aventi sede o unità operative nella Regione Campania che intendono ospitare dei tirocinanti.


REQUISITI DI ACCESSO DEI NEET

Sono destinatari i giovani:
- età compresa tra i 18 e i 29 anni al momento della registrazione al portale nazionale o regionale;
- essere disoccupati o inoccupati;
- non frequentare un regolare corso di studi (secondari superiori, terziari non universitari o universitari) o di formazione compresi quelli di aggiornamento per l’esercizio della professione o per il mantenimento dell’iscrizione ad un Albo o Ordine professionale;
- non essere inseriti in tirocini curriculari e/o extracurriculari, in quanto misura formativa;
- hanno aderito al Programma Garanzia Giovani in Campania.

Di seguito mettiamo a disposizione tutta la documentazione per approfondire gli strumenti a disposizione insieme agli allegati necessari.

Allegati: 


domenica 18 marzo 2018

ISMEA, parte il bando start-up agricoltura 2018. Finanziamenti alle giovani imprese agricole.


Ai nastri di partenza il bando ISMEA per le start-up agricole.
Lo segnala il Sole 24 ore di oggi con un’ampia pagina dedicata alla misura. Il bando potrebbe vedere la luce dopo il 22 marzo, data in cui il C.d.A. dell’Istituto dovrà deliberare l’aumento della dotazione finanziaria della misura portandola a 70 milioni di euro, con un aumento di 10 milioni rispetto al bando dello scorso anno.


La misura si pone l’obiettivo di sostenere le operazioni fondiarie promosse da giovani imprenditori agricoli di età compresa tra 18 e 41 anni non compiuti che si insediano per la prima volta in aziende agricole in qualità di capo azienda. Gli aiuti concedibili consistono nell’erogazione di un contributo a fondo perduto fino a € 70.000,00 a copertura della quota interessi dovuta dall’impresa per operazioni di finanziamento fondiario di durata compresa tra 15 e 30 anni.
Per capire come è strutturata la misura, attingiamo dal bando 2017.

L’agevolazione è riservata ai giovani imprenditori agricoli sia in forma di ditta individuale che dasocietà agricole partecipate, in maggioranza assoluta delle quote da soci di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 41 anni non compiuti ed amministrate da soggetti età compresa tra i 18 anni compiuti e i 41 anni non compiuti. Requisito essenziale per il richiedente è il possesso della qualifica di I.A.P. ( leggi, come diventare Imprenditore Agricolo a titolo Professionale).

Il contributo erogabile sostiene operazioni fondiarie così strutturate:
  1. ISMEA rileva la struttura fondiaria agricola e poi la rivende all’impresa agricola interessataprevedendo nel contratto il patto di riservato dominio per l’intera durata dell’ammortamento del mutuo col quale è pagato il prezzo di acquisto della struttura fondiaria. L’intera operazione deve avere valore stimato compreso tra € 250.000,00 euro ed un massimo di € 2.000.000,00;
  2. nei casi di operazioni fondiarie aventi valore stimato superiore € 2.000.000, l’operazione si realizza attraverso la concessione di un mutuo ipotecario dell’importo di € 2.000.000 a garanzia del quale ISMEA acquisisce ipoteca sul terreno oggetto dell’operazione e, ove necessario, su altri beni fino a concorrenza del valore richiesto. Tuttavia, la differenza tra il prezzo di vendita del terreno ed il mutuo erogato da ISMEA deve essere coperta dal richiedente con mezzi propri, ai fini della stipula dell’atto di concessione delle agevolazioni previste dal bando;
  3. per domande di ammissione alle agevolazioni, per operazioni fondiarie il cui importo richiesto è compreso tra 100.000 euro e 250.000 euro, qualora si inseriscano in un contesto di arrotondamento fondiario, l’operazione è realizzata attraverso la concessione di un mutuo ipotecario a garanzia del quale ISMEA acquisisce ipoteca sul terreno oggetto dell’operazione ovvero su altri beni del richiedente. L’arrotondamento fondiario deve essere dimostrato con terreni da condurre con contratti di affitto registrati di durata almeno di 15 anni, da formalizzare prima della stipula dell’atto di concessione delle agevolazioni.
La procedura di accesso all’agevolazione prevede il procedimento valutativo a sportello mediante presentazione dell’istanza direttamente a ISMEA – tramite il portale istituzionale www.ismea.it – seguita da un’istruttoria svolta secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

giovedì 8 marzo 2018

ZES in vigore: incentivi per imprese al Sud


In Gazzetta il Regolamento ZES (Zone Economiche Speciali) per le aree portuali delle regioni del Sud, per incentivare imprese esistenti e di nuova istituzione: come fare domanda.

Entrano in vigore le Zone Economiche Speciali (ZES), con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Regolamento (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 12/2018) volto a creare nelle regioni del Mezzogiorno un ambiente favorevole in termini economici, finanziari e amministrativi per lo sviluppo delle imprese già operanti e l’insediamento di nuove. Obiettivo: rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali.
Si tratta di una misura prevista dal decreto Sud, che si muove nel solco del principio che regola le ZFU, pur con numerose varianti.


ZES

Le ZES sono aree geograficamente limitate e chiaramente identificate, nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna), nelle quali le imprese potranno beneficiare di speciali incentivi (fiscali e normativi, sotto forma di credito di imposta e di semplificazioni amministrative) volti a creare condizioni più favorevoli per gli investimenti e lo sviluppo territoriale.
Le ZES saranno concentrate nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate e potranno essere attivate su richiesta delle regioni meridionali interessate, previo adeguato progetto di sviluppo.


Come fare domanda

Le regioni saranno pienamente coinvolte nel processo di istituzione delle ZES e nella loro governance. Le proposte di istituzione di una ZESdovranno essere presentate, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, secondo le forme stabilite dai rispettivi ordinamenti regionali, al Presidente del Consiglio dei ministri, dal presidente della regione, sentiti i sindaci delle aree interessate, nel rispetto dei requisiti di cui agli articoli 3 e 6 del Regolamento di cui al DPCM n. 12/2018.

Regolamento ZES

Tutte i dettagli sono contenuti nel provvedimento, che dunque istituisce:
  • modalità per l’istituzione di ZES, comprese quelle interregionali;
  • loro durata;
  • criteri per l’identificazione e delimitazione dell’area ZES;
  • criteri che disciplinano l’accesso delle aziende;
  • coordinamento generale degli obiettivi di sviluppo.
Con un allegato al decreto, vengono infine stabiliti i valori massimi di superficie ZES per ciascuna regione.

mercoledì 21 febbraio 2018

Assunzioni agevolate giovani: guida completa


Assunzioni agevolate giovani, guida completa all'incentivo contributivo: requisiti, limiti, contratti agevolabili e regole.


Dal 1° gennaio 2018, per effetto dell’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2018 (legge n. 205/2017), le aziende private possono fruire delle assunzioni agevolate di giovani lavoratori under 35, a patto di rispettare determinati vincoli e requisiti, sia per quanto riguarda i giovani lavoratori che le aziende che li assumono stabilmente.



Lavoratori: requisiti
In particolare lo sgravio contributivo pari al 50% dei contributi dovuti all’INPS entro il massimale annuo di 3.000 euro per ogni lavoratore assunto con contratto subordinato a tempo indeterminato, anche part-time, spetta ad aziende private e professionisti che assumono giovani nel 2018, purché questi non abbiano compiuto 35 anni. Dal 2019 l’asticella scende a 30 anni.
Come requisito inerente il lavoratore, viene inoltre richiesto che questo non sia mai stato occupato a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. La durata dello sgravio contributivo non può superare i 36 mesi complessivi, anche presso più datori di lavoro. Se il lavoratore termina il primo rapporto agevolato a tempo indeterminato prima dei 36 mesi può infatti vedersi riconosciuto il restante periodo agevolabile da un altro datore di lavoro.

Lo sgravio contributivo diventa totale, nel limite massimo di 8.060 euro su base annua, in caso di assunzione di lavoratori che:
  • non abbiano compiuto i 35 anni di età, o indipendentemente dall’età risultino privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
  • siano residenti in una di queste Regioni del Sud: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.
Datori di lavoro: requisiti
Possono beneficiare dell’incentivo occupazione giovani i datori di lavoro privati (imprese, studi professionali, associazioni, fondazioni, ONLUS, enti pubblici economici, ecc.), mentre ne sono escluse le pubbliche amministrazioni. Per fruire del beneficio, l’azienda non deve aver proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, nella medesima unità produttiva bei 6 mesi precedenti la data di assunzione agevolata. Anche nei 6 mesi successivi all’assunzione agevolata, l’azienda non deve procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo dello stesso lavoratore agevolato o di un altro lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva ed inquadrato con la medesima qualifica del lavoratore assunto con l’esonero. L’azienda non deve inoltre avere in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale.
Al datore di lavoro viene inoltre richiesto di:
  •  essere in regola con i versamenti contributivi;
  • non aver riportato condanne o sanzioni definitive per una delle violazioni in materia di igiene e sicurezza sul lavoro già riportate nell’allegato A al DM 24 ottobre 2007;
  • applicare il trattamento economico e normativo scaturente dalla applicazione del CCNL di riferimento;
  • rispettare eventuali accordi territoriali e/o aziendali.
Tipologie contrattuali agevolate
Sono agevolabili i contratti di:
  • lavoro subordinato a tempo indeterminato (a tutele crescenti), a tempo pieno o part-time, rispettando il limite minimo eventualmente previsto dal CCNL di riferimento;
  • in somministrazione a tempo indeterminato (Staff Leasing), a tempo pieno o part-time. In questo caso l’incentivo spetta all’utilizzatore;
  • trasformazione a tempo indeterminato di un contratto a termine.
Sono invece esclusi dall’agevolazione:
  • i contratti intermittenti a tempo indeterminato;
  • il lavoro domestico;
  • i contratti a tempo determinato;
  • i contratti di apprendistato;
  • i contratti di collaborazione coordinata e continuativa;
  • le prestazioni autonome occasionali;
  • le prestazioni occasionali.
Ex studenti
L’agevolazione è fruibile in caso di assunzione a tempo indeterminato, entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio in caso di studenti che:
  • abbiano svolto presso il medesimo datore attività di alternanza scuola-lavoro pari almeno al 30% delle ore di alternanza ovvero pari almeno al 30% del monte ore previsto per le attività di alternanza all’interno di vari percorsi;
  • abbiano svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.
Apprendistato
In caso di apprendistato l’esonero contributivo spetta per un periodo massimo di 12 mesi,  sempre nel limite massimo di 3.000 euro, nei casi di prosecuzione di un contratto di apprendistato al termine del periodo formativo, a condizione che il lavoratore non abbia compiuto il 30° anno di età alla data della prosecuzione.

Cumulabilità
Lo sgravio contributivo non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previste dalla normativa vigente, per il periodo di applicazione degli stessi, ad eccezione della restituzione del contributo maggiorato in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine.

sabato 3 febbraio 2018

Resto al Sud: seminario e workshop specialistici gratuiti

Lunedì 5 Febbraio alle ore 10.00 presso la Sala del Gonfalone del Comune di Salerno avrà luogo il Seminario “Realizza la tua impresa, Resta al Sud!” organizzato per consentire agli under 36 di progettare la propria idea imprenditoriale e ricevere i fondi messi a disposizione dal programma “Resto al Sud” promosso dal Ministero per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno e gestito da Invitalia.

Realizzato dallo “Sportello Impresa” del Comune di Salerno e con la collaborazione dell’InformaGiovani Salerno, Unione Giovani Commercialisti ed Esperti Contabili Salerno, Fabbrica Salerno e con il patrocinio del Comune di Salerno, l’iniziativa vuole essere una risposta concreta alla necessità dei giovani di comprendere: cos’è questo incentivo, cosa finanzia e come redigere il progetto d’impresa per accedere ai fondi.

Viste le diverse richieste di informazioni pervenute ai nostri sportelli e al fine di dare la più ampia diffusione a questa opportunità, abbiamo strutturato un percorso di orientamento, totalmente gratuito, articolato in 2 momenti:

  • Seminario introduttivo ed informativo
5 Febbraio, Sala del Gonfalone del Comune, h. 10.00
Presentazione dell’incentivo “Resto al Sud”: cos’è, a chi si rivolge, cosa finanza e quali sono le agevolazioni previste. La partecipazione al seminario è aperta a tutti ed è propedeutica all’iscrizione al workshop specialistico.

  • Workshop specialistico
Scegliere una delle seguenti date 6/13/20 febbraio. Centro Informagiovani ore 15.30 – 18.30.
Approfondimento sulla modulistica e le modalità di redazione del business plan per la presentazione della richiesta di finanziamento.
Ogni workshop è rivolto ad un massimo di 15 partecipanti. Le richieste di partecipazione saranno prese in considerazione in ordine cronologico e sarà data priorità a residenti/domiciliati a Salerno.

Come partecipare
Per accedere al percorso di orientamento è necessario inviare la domanda di partecipazione compilando il form al seguente link: domanda 
Per i workshop specialistici ad ogni richiedente sarà inviata una email di conferma di ammissione.

Informazioni
Per ogni altra informazione non esitate a contattare l’Informagiovani telefonicamente durante gli orari di apertura allo 089 722543 o via email info@informagiovanisalerno.it. Oppure consulta la pagina contatti.

Per approfondire:

lunedì 29 gennaio 2018

Resto al Sud - Enti accreditati

ELENCO ENTI ACCREDITATI PER LA FORNITURA DEI SERVIZI DI CONSULENZA E ASSISTENZA

Tra gli enti accreditati in Campania è presente anche il Comune di Teggiano.

Scarica QUI l'elenco

mercoledì 9 agosto 2017

Imprese, cooperative sociali, Onlus: il 7 novembre via alle domande per i finanziamenti agevolati.

Con il decreto direttoriale del 26 luglio 2017 il Mi.S.E. ha fissato al prossimo 7 novembre l’apertura dello sportello per l’accesso alle agevolazioni del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese operanti nel settore dell’economia sociale. Le risorse disponibili ammontano complessivamente ad € 223.000.000,00, a valere sulla dotazione del Fondo per la Crescita Sostenibile.

Si tratta di un’iniziativa tesa a favorire sia la nascita che lo sviluppo delle imprese operanti, in tutto il territorio nazionale, nell’economia sociale di qualsiasi settore, in particolare:
  • imprese sociali di cui decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155;
  • cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 ed i relativi consorzi;
  • società cooperative aventi qualifica di ONLUS.
Sono ammessi i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili superiori ad € 200.000 ed inferiori a € 10.000.000, per l’acquisto di beni e servizi rientrati nelle seguenti categorie:
  • suolo aziendale e sue sistemazioni;
  • fabbricati, opere edili / murarie, comprese le ristrutturazioni;
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • brevetti, licenze e marchi;
  • formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’impresa beneficiaria, funzionali alla realizzazione del progetto;
  • consulenze specialistiche, quali studi di fattibilità economico-finanziaria, progettazione e direzione lavori, studi di valutazione di impatto ambientale;
  • oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge;
  • spese per l’ottenimento di certificazioni ambientali o di qualità;
  • spese generali inerenti allo svolgimento dell’attività d’impresa.
Regime delle agevolazioni
Gli interventi saranno sostenuti attraverso l’erogazione cumulativa di:
  1. finanziamento a tasso agevolato (0,50%, rimborsabile in 15 anni), per la cui fruizione non è escluso venga richiesto al beneficiario di prestare idonee garanzie reali o personali;
  2. eventuale contributo a fondo perduto pari al 5% delle spese ammissibile per i programmi d’investimento che prevedono spese non superiori ad € 3.000.000,00;
  3. finanziamento bancario, a tasso di mercato rimborsabile in 15 anni, erogato da una delle banche aderenti alla convenzione sottoscritta da Mi.S.E., Cassa Depositi e Prestiti e A.B.I. il 28 luglio 2017.
Il totale degli importi erogati coprirà solo l’80% delle spese ammissibili. Il beneficiario deve assicurare un apporto di risorse proprie pari al residuo 20% delle spese ammissibili previste nel piano d’investimento.

Termini e modalità di presentazione delle domande
Lo sportello per la trasmissione telematica delle domande sarà aperto a partire dalle ore 10.00 del giorno 7 novembre 2017.

Documenti

venerdì 23 giugno 2017

Teggiano. E' stato istituito "L'Ufficio Europa"

SERVIZIO_TEGGIANO_ISTITUITO_UFFICIO_EUROPA_1 from Annamaria on Vimeo.


E’ stato istituito a Teggiano l’Ufficio Europa, l’idea nasce dalla partnership tra l’Amministrazione Comunale e la QS & Partners di Salerno “per conferire alla Città Museo una spinta nuova e, allo stesso tempo, creare i presupposti per una visione sociale ed economica che guardi alla cooperazione, alle partnership nazionali e internazionali, come occasione per lo sviluppo dell’intero Vallo di Diano”. A comunicarlo il team stesso dell’Ufficio Europa che sottolinea come il progetto intenda offrire opportunità concrete soprattutto ai giovani che vengono messi al centro delle politiche di sviluppo per valorizzare, attraverso idee ed intraprendenza creativa, sia Teggiano che l’intero comprensorio. L’Ufficio si trova presso la sede del Comune in Piazza Municipio e sarà aperto, per l’attività di front office, il sabato dalle ore 9 alle ore 13. Le sue attività – continuano dal team – sono legate alla diffusione di piani, programmi, azioni e opportunità di interesse dell’amministrazione comunale, delle associazioni, delle imprese, degli attori pubblici e privati, quindi allo sviluppo dell’area anche attraverso la definizione di accordi di cooperazione transazionali. L’iniziativa sarà attuata sotto l’egida del brand ”Ufficio Europa Teggiano”. Uno dei principali aspetti innovativi, per quel che riguarda il contesto valdianese, - concludono dal team – è rappresentato dalla pianificazione di una politica di branding che sia al servizio delle attività economiche e sociali del territorio e conferisca una valenza competitiva ed una visione nuova alle filiere che caratterizzano l’economia ed il lavoro. Anche per colmare il vuoto Istituzionale che caratterizza, in particolare, le aree interne”.

giovedì 1 giugno 2017

Il Comune di Salerno vara il microcredito di prossimità (MICREPRO) - articolo41.it

Il Comune di Salerno vara il microcredito di prossimità (MICREPRO).

Istituito il fondo municipale per l’auto/imprenditorialità.

 Le risorse finanziarie reperite attraverso le economie di spesa derivanti dai tagli alle indennità inerenti alle cariche assessorili.

 L’Amministrazione Comunale di Salerno ha istituito un fondo destinato al finanziamento di azioni di supporto alla creazione di impresa, con particolare riferimento allo strumento del microcredito. Le risorse a valere sul bilancio comunale, reperite dai fondi derivanti dai tagli alle indennità inerenti alle cariche assessorili,potranno essere integrate attraverso gli apporti di privati, enti pubblici e associazioni che riterranno di sostenere l’iniziativa. Gli importi costituiranno la base necessaria per offrire le indispensabili garanzie alle linee di credito che saranno destinate ai proponenti ammessi a finanziamento.


Sarà, quindi, possibile erogare prestiti per sostenere le iniziative di imprese costituite, o professionisti titolari di partita Iva, da non più di 5 anni. Ma lo strumento è rivolto in particolar modo alle persone fisiche nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 35 anni. L’ammontare del prestito non potrà superare la soglia di € 25.000, incrementabile a € 35.000 a determinate condizioni.

Nei prossimi giorni saranno attivati rapporti di collaborazione con altri soggetti pubblici (Invitalia, Regione Campania, Ente Nazionale per il Microcredito, Sviluppo Campania, ecc.) e privati (istituti di credito, associazioni di categoria, ordini professionali, ecc.) attraverso la sottoscrizione di appositi accordi per mettere in campo forme stabili di partenariato, al fine di ottenere il supporto tecnico e operativo necessario alle azioni di sostegno all’imprenditorialità.

Il Comune verificherà la possibilità di attivare in partnership con altri soggetti pubblici e privati specifici Sportelli di Orientamento per l’utilizzo dello strumento del Microcredito con particolare riferimento all’istruttoria delle pratiche da sottoporre alla valutazione di Enti ed Istituzioni individuati come soggetti erogatori dei finanziamenti, oltre che per la formazione inerente al ricorso ad altri strumenti di sostegno all’avvio di attività imprenditoriali. Nello stesso tempo si lavorerà all’organizzazione di cicli di eventi formativi per aspiranti auto-imprenditori, focalizzati sulle competenze minimali necessarie dal punto di vista della gestione economico/amministrativa dell’intrapresa e sulla diffusione di adeguate informazioni sullo scenario complessivo del segmento produttivo e/o di servizi nel quale si intende proporsi.

“Abbiamo ritenuto che l’istituzione di un fondo per il microcredito e il supporto all’imprenditorialità si configurasse come un’azione coerente con l’idea di mettere in campo tutte le iniziative possibili a sostegno dell’ingresso dei giovani nel circuito occupazionale anche attraverso percorsi di auto/imprenditorialità. Naturalmente è solo un primo passo, vista la complessità del mercato del lavoro per gli under 35. Ma auspichiamo che su questo fondo comunale convergano anche altre risorse provenienti dal privato. La nostra idea è quella di rafforzare la collaborazione con il mondo dell’associazionismo di impresa e con gli istituti di credito per offrire un ampio ventaglio di opportunità concrete a quanti intendono mettersi alla prova e tentare percorsi in prima persona”.


“Siamo convinti – ha concluso l’Assessore De Luca – che la creazione di un ambiente friendly per i giovani, anche attraverso la piena operatività di incubatori di imprese e di factory permanenti,  sia un compito strategico che può assumere una forte valenza in termini di generazione di nuove opportunità di lavoro proprio attraverso il dialogo permanente e costruttivo tra pubblico e privato. E’ su questo versante che continueremo ad operare convintamente”.

Fonte: http://www.articolo41.it/il-comune-di-salerno-vara-il-microcredito-di-prossimita-micrepro/

mercoledì 3 maggio 2017

lunedì 20 febbraio 2017

Editoria digitale, il nuovo bando Google - pmi.it

Dal 2 marzo al 20 aprile domande aperte per la terza edizione della Digital News Initiative di Google: finanziamenti per l'informazione innovativa.


Al via il terzo bando per l’Innovation Fund della Digital News Initiative di Google che finanzia progetti innovativi di editori e professionisti dell’informazione digitale in tutta Europa: il Fondo per l’innovazione ha previsto risorse per 150 milioni in tre anni, di cui poco più di 50 sono già stati erogati con le prime due edizioni. Le domande 2017 si possono inviare dal 2 marzo al 20 aprile.

Le domande riguardano il solo accesso alle risorse dell’Innovation Fund. Sulla pagine web dell’iniziativa è disponibile il form da compilare e inviare digitalmente. Possono partecipare singoli giornalisti, enti, imprese. Requisiti:
  • singoli partecipanti - residenza UE o paese EFTA, maggiore età, nessun legame con Google o con il progetto DNI;
  • associazioni, università, enti non profit, partnership, imprese –  registrate o con sede centrale o incorporate in organizzazioni in UE o EFTA.
Possono partecipare anche coloro che avevano fatto domanda nel 2015 e 2016. I progetti devono essere in fase di pre-lancio, richiedere un finanziamento massimo di due anni, promuovere lo sviluppo del giornalismo online e della produzione di notizie (deve trattarsi di informazione, esclusi social media e piattaforme pubblicitaria), essere innovativi.
Se il progetto è collaborativo, coinvolgendo più professionisti o realtà, è classificato nel seguente modo:
  • prorotipo: fino a 50mila euro;
  • medio: fra 50mila e 300mila euro;
  • grande: fra 300mila e 1 milione di euro.
Fino a 50mila euro, il finanziamento copre l’intera spesa, per importi superiori parte da 50mila euro e arriva fino a un importo pari alla cifra più bassa fra il 70% dei costi e il tetto massimo per la propria fascia (300mila o 1 milione). I progetti vengono valutati in base a impatto sul settore dell’informazione, portata innovativa e utilizzo di tecnologie, fattibilità.
Ecco la distribuzione europei dei progetti selezionati nel 2016:




Il supporto finanziario è solo uno dei tre pilastri su cui è costruita la Digital News Initiative. Il progetto si concentra anche sullo sviluppo di prodotto, attraverso un “product working group“, e su training e ricerca con investimenti per giornalisti e redazioni (es.: aggiornamento piattaforma Google Trends, fondi per computer assisted reporting, data driven insights).

Sabatini Ter, guida alla nuova domanda - pmi.it

Prime istruzioni per le PMI che vogliono utilizzare la Sabatini Ter in Legge di Stabilità per investimenti digitali: procedura, macchinari e software agevolabili.

Pronte le istruzioni del Ministero dello Sviluppo Economico sulla Sabatini Ter, inserita in Legge di Stabilità nell’ambito del Piano Industria 4.0, che oltre alla proroga fino a dicembre 2018 del finanziamento agevolato per l’acquisto di nuovi beni strumentali potenzia l’incentivo per le PMI che investono nel digitale: il 20% delle risorse complessive (560 milioni) è destinato all’innovazione delle piccole e medie imprese, che hanno una maggiorazione del 30% del contributo ministeriale. Il riferimento normativo sono i commi da 52 a 57 dell’articolo 1 della manovra (legge 232/2016).

L’incentivo per le PMI 4.0 riguarda l’acquisto di macchinariimpianti e attrezzature nuovi di fabbrica aventi come finalità la realizzazione di investimenti in tecnologie, compresi big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, RFID (radio frequency identification), sistemi di tracciamento e pesatura rifiuti.

La Nuova Sabatini, lo ricordiamo, prevede un finanziamento agevolato, per massimo cinque anni, da 20mila a 2 milioni di euro, copre il 100% dell’investimento, è erogato entro 30 giorni dal contratto di finanziamento (stipulato con un banca che ha firmato apposita convenzione). Il ministero eroga un contributo che copre gli interessi del finanziamento, calcolati convenzionalmente nella seguente misure: tasso annuo del 2,75% per gli investimenti ordinari e del 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

La circolare fornisce i dettagli su domanda e procedura, che si applicano sia agli investimenti delle PMI in innovazione sia all’acquisto di macchinari. Per gli investimenti ordinari, ovvero che erano già ammessi alle precedenti agevolazioni della Sabatini, e che sono stati prorogati dalla Legge di Stabilità al 2018, i termini per la presentazione delle domande sono già aperti dallo scorso 2 gennaio. Per quanto riguarda invece gli investimenti tecnologici, è previsto un nuovo decreto direttoriale che fisserà l’apertura delle procedure, ci cui comunque la circolare presenta lo schema.
Il procedimento funziona nel seguente modo: la PMI presenta domanda di finanziamento alla banca, che effettua le verifiche e trasmette la richiesta al ministero. Previa conferma da parte del ministero, la banca concede il contributo utilizzando le risorse della CDP (cassa depositi e prestiti), oppure mediante diversa provvista.

E’ possibile attivare la copertura del Fondo di Garanzia PMI fino all’80%. Quando decide di concedere il finanziamento, la banca trasmette la delibera di approvazione al ministero, unitamente alla documentazione presentata dall’azienda. Il ministero adotta il provvedimento di concessione del contributo a sua carico (come detto del 2,75% o del 3,575%), e lo trasmette all’impresa e alla banca. La banca eroga il finanziamento in un’unica soluzione, oppure entro 30 giorni dalla consegna del bene in caso di leasing finanziario. La PMI trasmette al ministero in formato digitale la dichiarazione di investimento ultimato e le richieste di erogazione del contributo.
La domanda va inviata via PEC, posta elettronica certificata, alla banca scelta come intermediario (l’elenco degli istituti finanziari convenzionato è pubblicato sul sito del ministero). Se il cntributo è superiore a 150mila euro, va allegata dichiarazione sostitutiva di atto notorio con i dati per la richiesta delle informazioni antimafia utilizzando o moduli presenti sul sito del MiSE.
Possono presentare domanda anche le imprese estere con sede nella UE, anche se non hanno sede in Italia al momento della presentazione della domanda: devono però aprire la sede in Italia entro la data di ultimazione dell’investimento, e iscriversi al Registro impresa, pena la revoca dell’agevolazione. Non possono avere agevolazioni le imprese finanziarie e assicurative.
La domanda deve riguardare investimenti che avvengono in una sola unità produttiva. Se l’investimento riguarda diverse unità produttive, l’impresa deve presentare diverse domande.

Sul sito del ministero è pubblicata l’intera modulistica, e ci sono gli allegati 6/A e 67B che elencano con precisione quali sono gli investimenti in innovazione agevolabili. Eccoli:
  • macchine utensili per asportazione,
  • macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici,
  • macchine per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali o delle materie prime,
  • macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali,
  • macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura,
  • macchine per il confezionamento e l’imballaggio,
  • macchine utensili di de-produzione e re-manufacturing per recuperare materiali e  funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico),
  • robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot,
  • macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti e/o la funzionalizzazione delle superfici,
  • macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale,
  • macchine, strumenti e  dispositivi per il carico/scarico, movimentazione, pesatura e/o sorting automatico dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento pezzi (ad  esempio  RFID, visori e sistemi di visione)
  • magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.
Tutti questi macchinari e sistemi devono avere i seguenti requisiti:
  • controllo per mezzo di CNC (Computer  Numerical  Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller);
  • interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;
  • integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  • interfaccia uomo macchina semplici e intuitive;
  • rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene del lavoro.
E devono avere due delle seguenti caratteristiche:
  • sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto,
  • monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo,
  • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).
Altri macchinari agevolati:
  • banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, età, presenza di disabilità),
  • sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligentrobotizzata/interattiva il compito dell’operatore,
  • dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality;
  • interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che supportano  l’operatore  in  termini  di  sicurezza  ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica;
  • dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti;
  • filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli  operatori e/o fermare le attività di macchine e impianti;
  • sistemi di misura a coordinate e non (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografiacomputerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro- o  nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo difabbrica;
  • altri sistemi di monitoraggio in-process per assicurare e tracciare la qualità del prodotto e/o del processo produttivo e che consentono di   qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica;
  • sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali (ad esempio macchine di prova materiali, macchine per il collaudo dei prodotti   realizzati, sistemi per prove/collaudi non distruttivi, tomografia) in grado di verificare le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro (es. caratteristiche meccaniche) o micro (ad  esempio porosità, inclusioni)  e di generare opportuni report di collaudo da inserire nel sistema informativo aziendale;
  • dispositivi  intelligenti  per  il  test  delle  polveri metalliche  e  sistemi  di  monitoraggio  in  continuo  che consentono di qualificare i processi di produzione mediante tecnologie additive,
  • sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti ( ad esempio RFID – Radio Frequency, Identification);
  • sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine (ad esempio forze, coppia e potenza di lavorazione; usura tridimensionale degli utensili a bordo macchina; stato di componenti o sotto-insiemi delle macchine) e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud;
  • strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola  del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi;
  • componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici;
  • sistemi di tracciatura e pesatura dei rifiuti.
Ecco, infine, i software agevolabili

Beni immateriali agevolati dalla Sabatini Ter

software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione, definizione/qualificazione delle prestazioni e produzione di manufatti in materiali non convenzionali o ad alte prestazioni, in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche (funzionali e di impatto ambientale), e/o l’archiviazione digitale e integrata nel sistema informativo aziendale delle informazioni relative al ciclo di vita del prodotto (sistemi EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics)

software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione e ri-progettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi dei materiali e delle informazioni;

software, sistemi, piattaforme e applicazioni di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati dal campo e visualizzare agli operatori in linea specifiche azioni per migliorare la qualità del prodotto e l’efficienza del sistema di produzione;

software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione (quali ad esempio sistemi di comunicazione intra-fabbrica, bus di campo/fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell’IoT e/o del cloud computing);

software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud;

software, sistemi, piattaforme e applicazioni di realtà virtuale per lo studio realistico di componenti e operazioni (es. di assemblaggio), sia in contesti immersivi o solo visuali;
software, sistemi, piattaforme e applicazioni di reverse modelling and engineering per la ricostruzione virtuale di contesti reali;

software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che con l’ambiente e gli attori circostanti (Industrial Internet of Things) grazie ad una rete di sensori intelligenti interconnessi;

software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il dispatching delle attività e l’instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi;
software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo e dei relativi processi;
software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’accesso a un insieme virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain (cloud computing);
software, sistemi, piattaforme e applicazioni per Industrial Analytics dedicati al trattamento ed all’elaborazione dei Big Data provenienti dalla sensoristica IoT applicata in ambito industriale (Data Analytics & Visualization, Simulation e Forecasting)

software, sistemi, piattaforme e applicazioni di Artificial Intelligence & Machine Learning che consentono alle macchine di mostrare un’abilità e/o attività intelligente in campi specifici a garanzia della qualità del processo produttivo e del funzionamento affidabile del macchinario e/o dell’impianto;

software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la produzione automatizzata e intelligente, caratterizzata da elevata capacità cognitiva, interazione e adattamento al contesto, autoapprendimento e riconfigurabilità (cybersystem)

software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’utilizzo lungo le linee produttive di robot, robot collaborativi e macchine intelligenti per la sicurezza e la salute dei lavoratori, la qualità dei   prodotti finali e la manutenzione predittiva;

software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della realtà aumentata tramite Wearable device;

software, sistemi, piattaforme e applicazioni per dispositivi e nuove interfacce uomo/macchina che consentano l’acquisizione, la veicolazione e l’elaborazione di informazioni in formato vocale, visuale e tattile;

software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’intelligenza degli impianti cha garantiscano meccanismi di efficienza energetica e di decentralizzazione in cui la produzione e/o lo stoccaggio di energia possono essere anche demandate (almeno parzialmente) alla fabbrica;

software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti da attacchi, danni e accessi non autorizzati (cybersecurity);

software, sistemi, piattaforme e applicazioni di Virtual Industrialization che, simulando virtualmente il nuovo ambiente e caricando le informazioni sui sistemi cyberfisici al termine di tutte le verifiche, consentono di evitare ore di test e fermi macchina lungo le linee produttive reali;


software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la tracciatura e pesatura dei rifiuti.

Fonte: Circolare MiSE

venerdì 27 gennaio 2017

Rifinanziato il Bando DISEGNI+3 - pmi.it

Rifinanziato il bando Disegni + 3 che prevede agevolazioni per le PMI che investono in disegni e modelli: i dettagli.

Noemi Ricci - 27 gennaio 2017
Rifinanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico il Bando DISEGNI+3, a fronte del grande interesse che ha suscitato questa opportunità di agevolazione per la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei disegni/modelli sui mercati nazionale e internazionale. Le richieste presentate dalle imprese sono state talmente numerose che molte delle stesse non hanno trovato accoglimento per mancanza di risorse.

Lo ha reso noto Unioncamere, comunicando che le risorse stanziate con la Convenzione del 22 dicembre 2016 con la DGLC-UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico (4.700.000 euro) consentono ora di effettuare l’istruttoria e la valutazione di tutte le domande già presentate per accedere alle agevolazioni del Bando DISEGNI+3.
Dunque il rifinanziamento riguarda le domande già presentate in passato e non accolte per mancanza di fondi, mentre per il momento non sarà possibile presentare nuove domande di agevolazione.

Le agevolazioni sono concesse, lo ricordiamo, nella forma di contributo in conto capitale in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di 120.000 euro per impresa, per:

  • la messa in produzione di nuovi prodotti correlati ad un disegno/modello registrato (Fase 1 Produzione – importo massimo dell’agevolazione pari a 65.000 euro);
  • la commercializzazione di un disegno/modello registrato (Fase 2 – Commercializzazione importo massimo dell’agevolazione 15.000 euro).
Fonte: http://www.pmi.it/economia/finanziamenti/news/143487/rifinanziato-bando-disegni3.html?utm_source=tagnewsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter+finanziamenti-pmi%2Cinnovazione-2%3A+pmi.it&utm_content=2017-01-27+rifinanziato-bando-disegni3

martedì 18 ottobre 2016

Internazionalizzazione nel Mediterraneo - www.pmi.it

Il Mediterraneo dovrebbe essere una meta naturale per le imprese italiane, ma alcune problematiche frenano gli investimenti.



Le imprese italiane sembrano essere frenate dall’investire nel mercato del Mediterraneo, soprattutto a causa della discriminazione commerciale a favore degli operatori locali che rappresenta il principale ostacolo per 6 imprenditori italiani su 10.

Altro ostacolo che disincentiva gli investimenti nei Paesi del Mediterraneo meridionale il mancato rispetto degli accordi. Un’impresa su 4 (23%) riscontra criticità nell’allacciare rapporti solidi con i Paesi partner mentre il 15% denuncia difficoltà nel far fronte alla mutevolezza e all’instabilità del contesto giuridico-istituzionale locale. Di contro, gli imprenditori sono stimolati e chiedono (58%) trasparenza nelle procedure ed effettiva tutela giurisdizionale a livello locale.

=> Internazionalizzazione in Tunisia

Discriminazione commerciale e mancato rispetto dei patti messi in atto dai Paesi esteri ai danni delle aziende italiane sembrano essere più accentuate con riferimento ai mercati delle risorse naturali come petrolio, gas e carbone (25%), dei metalli preziosi (20%), immobiliare (19%), liquidità e strumenti assimilati (13%), beni di lusso (12%) e divise estere (9%). Gli stessi asset riscontrano tuttavia anche maggiore interesse.

Nonostante questo, il Mediterraneo rappresenta, forte della posizione geografica, una meta naturale per le imprese italiane:

è il primo naturale sbocco verso l’internazionalizzazione per il 42% degli intervistati;
l’opportunità più prossima per il business (22%).
Ma anche:

un luogo di difficile approccio per le dinamiche politiche che caratterizzano ogni singolo Paese (19%);
luogo dove integrare i sistemi produttivi sia investendo in corridoi logistici sia in piattaforme produttive (14%).
In materia di investimenti gli aspetti che andrebbero rafforzati sono:

per il 20% dovrebbero essere sviluppati modelli formativi per gli operatori economici e la forza lavoro dei Paesi partner;
per il 18% bisognerebbe dare più spazio al settore privato;
il 16% auspica una cooperazione transfrontaliera tra Italia e i Paesi dell’area;
il 15% indica la necessità di rafforzare le infrastrutture socio-economiche;
il 17% si aspetta una semplificazione delle procedure; infine il 12% preme per un consolidamento dei partenariati;
per il 31% degli imprenditori servirebbero misure per incentivare gli investimenti dall’estero;
per il 29% una maggiore visione di ampio raggio da parte delle stesse aziende italiane;
il 46% vorrebbe che venisse potenziata l’assistenza tecnica a loro favore nei Paesi esteri;
il 42% auspica la promozione di una buona governance in un contesto difficile;
il 34% li lamenta della corruzione;
il 26% indica l’eliminazione delle distorsioni nel mercato;
il 22% desidera un maggior sostegno delle autorità pubbliche dei Paesi partner alle imprese investitrici;
il 18% vorrebbe vedere attuate strategie di liberalizzazione del mercato dell’energia, integrazione dei mercati dei capitali e liberalizzazione degli scambi di merci e servizi.
=> Disciplina delle società controllate estere


Questo quanto emerge dallo studio promosso dallo studio legale K&L Gates Milano in occasione del convegno “Doing Business in the Mediterranean Area – Challenges and Opportunities” che ha chiesto a circa 100 imprese italiane il loro punto di vista nell’approccio con gli investimenti nei Paesi del Mediterraneo.

mercoledì 6 gennaio 2016

Mise: Nuove agevolazioni per le imprese giovanili e femminili.

Domande via web a partire dal prossimo 13 gennaio

Conto alla rovescia per le nuove agevolazioni alle imprese giovanili e femminili di micro e piccola dimensione. A partire dal prossimo 13 gennaio 2016 infatti, sarà possibile compilare -esclusivamente per via elettronica - le domande utilizzando la piattaforma informativa messa a disposizione nel sito internet di Invitalia. Le risorse finanziarie a disposizione sono pari a 50 milioni di euro. 

Beneficiari. La nuova misura prevede che possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di micro e piccola dimensione in possesso del requisito della prevalente partecipazione da parte di giovani tra i 18 e i 35 anni o di donne, costituite in forma societaria da non più di dodici mesi dalla data di presentazione della domanda. E’ prevista la possibilità di presentazione della domanda di agevolazione anche da parte di persone fisiche non ancora costituite in forma societaria, fermo restando l’onere per le stesse di costituzione entro quarantacinque giorni dalla data di comunicazione del positivo esito delle verifiche;

Iniziative ammissibili. Sono ammesse alle agevolazioni le iniziative attivabili su tutto il territorio nazionale e promosse nei principali settori dell’economia quali:
  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • commercio di beni e servizi;
  • turismo.
Sono stati individuati, inoltre, settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile e femminile, riguardanti:
  • le attività turistico-culturali, intese come attività finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza;
l’innovazione sociale, intesa come produzione di beni e fornitura di servizi che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche attraverso soluzioni innovative.
Spese ammissibili. Le agevolazioni sono concesse, in regime de minimis, nella forma del finanziamento agevolato a tasso zero, della durata massima di 8 anni, a copertura di non più del 75 per cento delle spese. I programmi d’investimento devono prevedere spese non superiori a 1,5 milioni di euro.

Finanziamento. Le risorse finanziarie destinate all’intervento sono quelle del Fondo rotativo del Ministero dell’economia e delle finanze presso il Soggetto gestore, Invitalia, pari attualmente a circa 50 milioni di euro, la cui consistenza si autoalimenta grazie ai rientri dei mutui relativi alle agevolazioni già concesse a partire dal 2006. La consistenza del Fondo, inoltre, potrà essere incrementata da ulteriori risorse comunitarie, nazionali e regionali.

Per maggiori informazioni 

lunedì 14 settembre 2015

Piccole e medie imprese: al via la concessione delle agevolazioni - www.ilquotidianodellapa.it

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, n. 206 del 5 settembre 2015, il Decreto 8 luglio 2015, n. 140 del Ministero dello Sviluppo Economico, riguardante il “Regolamento recante criteri e modalita' di concessione alle agevolazioni di cui al capo 0I del titolo I del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185”, che entrerà in vigore il prossimo 20 settembre.
L’articolo 1 si occupa delle “definizioni”, particolarmente importanti in questo specifico caso, al fine di comprendere appieno la portata della norma in esame.

Nella fattispecie, si evidenzia che:
1. Ai fini del presente regolamento, sono adottate le seguenti definizioni:
a) «Ministero»: il Ministero dello sviluppo economico;
b) «Soggetto gestore»: l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.a. - Invitalia;
c) «decreto legislativo n. 185/2000»: il decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, recante «Incentivi all'autoimprenditorialita' e all'autoimpiego, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144»;
d) «regolamento GBER»: il regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L 187 del 26 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato;
e) «regolamento de minimis»: il regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis».

L’articolo 2 tratta dell’ambito di applicazione e finalita' dell'intervento, stabilendo, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 24 del decreto legislativo n. 185/2000, i criteri e le modalita' per la concessione delle agevolazioni di cui al Capo 0I del Titolo I del medesimo decreto legislativo, volte a sostenere nuova imprenditorialita', in tutto il territorio nazionale, attraverso la creazione di micro e piccole imprese competitive, a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile, e a sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni per l'accesso al credito.

L’articolo 5 individua i “soggetti beneficiari”, precisando che:
Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese:
a) costituite in forma societaria, ivi incluse le societa' cooperative;
b) la cui compagine societaria e' composta, per oltre la meta' numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di eta' compresa tra i diciotto e i trentacinque anni ovvero da donne;
c) costituite da non piu' di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
d) di micro e piccola dimensione, secondo la classificazione contenuta nel regolamento GBER nonche' nel decreto del Ministro delle attivita' produttive 18 aprile 2005.

Ai fini dell'accesso alle agevolazioni di cui al presente regolamento, le imprese di cui al comma 1 devono:
a) essere regolarmente costituite ed essere iscritte nel Registro delle imprese;
b) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
c) non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea.

L’articolo successivo (art.6) tratta delle “Iniziative ammissibili”, prevedendo che:
sono agevolabili, fatti salvi i divieti e le limitazioni stabiliti dal regolamento de minimis, le iniziative che prevedono programmi di investimento non superiori a 1.500.000,00 euro relativi:
a) alla produzione di beni nei settori dell'industria, dell'artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;
b) alla fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
c) al commercio e al turismo;
d) alle attivita' riconducibili anche a piu' settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell'imprenditorialita' giovanile, riguardanti:
1) la filiera turistico-culturale, intesa come attivita' finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonche' al miglioramento dei servizi per la ricettivita' e l'accoglienza;
2) l'innovazione sociale, intesa come produzione di beni e fornitura di servizi che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche attraverso soluzioni innovative.

Per saperne di più su spese ammissibili, agevolazioni concedibili e altro: