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mercoledì 9 agosto 2017

Imprese, cooperative sociali, Onlus: il 7 novembre via alle domande per i finanziamenti agevolati.

Con il decreto direttoriale del 26 luglio 2017 il Mi.S.E. ha fissato al prossimo 7 novembre l’apertura dello sportello per l’accesso alle agevolazioni del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese operanti nel settore dell’economia sociale. Le risorse disponibili ammontano complessivamente ad € 223.000.000,00, a valere sulla dotazione del Fondo per la Crescita Sostenibile.

Si tratta di un’iniziativa tesa a favorire sia la nascita che lo sviluppo delle imprese operanti, in tutto il territorio nazionale, nell’economia sociale di qualsiasi settore, in particolare:
  • imprese sociali di cui decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155;
  • cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 ed i relativi consorzi;
  • società cooperative aventi qualifica di ONLUS.
Sono ammessi i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili superiori ad € 200.000 ed inferiori a € 10.000.000, per l’acquisto di beni e servizi rientrati nelle seguenti categorie:
  • suolo aziendale e sue sistemazioni;
  • fabbricati, opere edili / murarie, comprese le ristrutturazioni;
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • brevetti, licenze e marchi;
  • formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’impresa beneficiaria, funzionali alla realizzazione del progetto;
  • consulenze specialistiche, quali studi di fattibilità economico-finanziaria, progettazione e direzione lavori, studi di valutazione di impatto ambientale;
  • oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge;
  • spese per l’ottenimento di certificazioni ambientali o di qualità;
  • spese generali inerenti allo svolgimento dell’attività d’impresa.
Regime delle agevolazioni
Gli interventi saranno sostenuti attraverso l’erogazione cumulativa di:
  1. finanziamento a tasso agevolato (0,50%, rimborsabile in 15 anni), per la cui fruizione non è escluso venga richiesto al beneficiario di prestare idonee garanzie reali o personali;
  2. eventuale contributo a fondo perduto pari al 5% delle spese ammissibile per i programmi d’investimento che prevedono spese non superiori ad € 3.000.000,00;
  3. finanziamento bancario, a tasso di mercato rimborsabile in 15 anni, erogato da una delle banche aderenti alla convenzione sottoscritta da Mi.S.E., Cassa Depositi e Prestiti e A.B.I. il 28 luglio 2017.
Il totale degli importi erogati coprirà solo l’80% delle spese ammissibili. Il beneficiario deve assicurare un apporto di risorse proprie pari al residuo 20% delle spese ammissibili previste nel piano d’investimento.

Termini e modalità di presentazione delle domande
Lo sportello per la trasmissione telematica delle domande sarà aperto a partire dalle ore 10.00 del giorno 7 novembre 2017.

Documenti

lunedì 7 agosto 2017

Fondazione con il Sud - Iniziativa Immigrazione 2017

La Fondazione CON IL SUD (“Fondazione”), dopo la prima edizione del 2014, torna a pubblicare, nell’ambito di intervento “Progetti Speciali e Innovativi”, l’Iniziativa dedicata al tema degli immigrati, della loro integrazione socio-economica e delle emergenze sociali connesse.

La Fondazione mette a disposizione delle organizzazioni del terzo settore un importo massimo complessivo di 2,5 milioni di euro, che saranno utilizzate in funzione della qualità delle proposte ricevute.
L’Iniziativa prevede la presentazione on line delle proposte di progetto entro, e non oltre, le ore 13:00 del 15 settembre 2017.

La Fondazione selezionerà le proposte ritenute più valide e capaci di generare valore sociale ed economico sul territorio.

Obiettivi

Con l’Iniziativa ‘Immigrazione 2017’ la Fondazione invita le organizzazioni del terzo settore a presentare proposte progettuali innovative incentrate sul tema dell’integrazione socio-economica degli immigrati e delle emergenze sociali connesse.
Le iniziative finanziate potranno alternativamente focalizzare l’attenzione sull’inclusione lavorativa degli immigrati o sul contrasto della tratta sessuale.
In ogni caso dovrà essere garantito, all’interno dei partenariati partecipanti, il protagonismo degli immigrati, anche organizzati in forma associativa.
Le progettualità selezionate dovranno mirare alla piena integrazione degli immigrati, sia come beneficiari finali degli interventi, sia in termini di coinvolgimento attivo nelle iniziative proposte, valorizzandone competenze, relazioni e capacità di agire nel contesto comunitario di riferimento.

mercoledì 19 aprile 2017

Startup innovative al turnover - www.pmi.it

Report trimestrale sulle startup innovative: settore in crescita ma influenzato dalla fuoriuscita delle imprese “mature” costituite 4 anni fa.


Il Report sulle startup innovative con dati al I trimestre 2017 dimostra un’ulteriore crescita del settore con 6.880 nuove aziende iscritte alla sezione speciale del Registro Imprese, ai sensi del decreto-legge 179/2012, con un aumento di 135 unità rispetto alla fine di dicembre (+2%). Attualmente, rappresentano lo 0,43% delle 1,6 milioni di società di capitali attive in Italia (0,42%a fine dicembre). Si tratta di dati positivi, a poco più di quattro anni dall’operatività della disciplina ad hoc, limite di tempo che ha fatto sì che per oltre 800 imprese scadessero i requisiti per rientrare in tale status in base alla definizione ufficiale (4 anni) stabilita da Decreto Crescita 2.0.


=> Requisiti Startup innovative 2017

Settori di attività
•             Il 70,29% fornisce Servizi: software e consulenza IT (30,29%), R&S (14,23%), servizi d’informazione (8,53%);
•             il 19,67% opera nell’Industria: fabbricazione di macchinari (3,65%), di pc e prodotti elettronici e ottici (3,53%), di apparecchiature elettriche (2,06%);
•             il 4,22% opera nel Commercio.
=> Start-up innovative e PMI innovative: confronto
Incidenza tra società di capitali
•             Servizi: 1,31%.
•             Industria: 0,59%.
•             R&S (Ateco 2007): 25,47%.
•             Produzione software: 8,03%.



Compagine aziendale
•             Quelle con una prevalenza femminile sono 918, il 13,3% del totale, contro un’incidenza del 16,9% tra le società di capitali; almeno una donna è presente nella compagine sociale di 2.959 imprese (43% del totale, contro il 49.6% delle società di capitali, 49,6%).
•             Sono a prevalenza giovanile (under 35) 1.406 imprese, il 20,4% del totale, contro il 6,4% di tutte le società di capitali; almeno un giovane è presente nella compagine sociale di 2.454 imprese (35,7% del totale, contro un’incidenza del 12,6% se si considera la totalità delle società di capitali italiane);
•             Sono a prevalenza straniera 189 imprese, il 2,7% del totale contro il 4,4% del complesso delle società di capitali (4,4%); è presente almeno un cittadino non in 876 società, il 12,7% del totale, contro il 10.6% del complesso delle società di capitali.



Distribuzione geografica

In valore assoluto la Lombardia rimane la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative (1.596, pari al 23,2% del totale nazionale), seguono l’Emilia-Romagna con 764 (11,1%), il Lazio con 655 (9,5%), il Veneto con 600 (8,7%) e la Campania, prima regione del Mezzogiorno con 471 (6,85%). Fanalini di coda la Basilicata (47), il Molise (33) e la Valle d’Aosta (14). La regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto al totale delle società di capitali è il Trentino-Alto Adige (1,15%), seguito dalle Marche con 0,83%, il Friuli Venezia-Giulia con 0,69%, l’Emilia-Romagna con 0,68% e la Valle d’Aosta con 0,66%. Fanalini di coda il Lazio (0,24%) e la Campania (0,29%).
Milano è la provincia con il numero più elevato di startup innovative (1.104 pari al 16% del totale nazionale), a seguire Roma con 562 (8,2%), Torino con 260 (3,8%) e Napoli con 230 (3,3%). Oltre 100 unità per Bologna, Padova, Trento, Modena, Bari e Firenze. La provincia con l’incidenza maggiore è Trento, con 155 startup ogni 10 mila società di capitali. seguono Trieste con 139, Ascoli Piceno con 120, Ancona con 110, Rimini con 94.



Profilo occupazionale (Tavole 6-7)

Il 39,6% delle startup innovative (2.669) aveva a fine dicembre 2016 almeno un dipendente (con contratto a carattere subordinato, inclusi i lavoratori part-time e stagionali, esclusi i lavoratori para-subordinati o con partita IVA), contro il 42,4% di fine settembre. Sempre a fine dicembre 2016 (ultimo dato disponibile poiché l’erogazione del dato sui dipendenti da parte dell’INPS avviene con un gap temporale di tre mesi sulla rilevazione reale) il numero complessivo di addetti era pari a 8.669 (-500 unità e -5.5% rispetto a fine settembre). Un dato influenzato probabilmente dalla fuoriuscita delle startup innovative più “anziane” e consolidate dal Report. A fine marzo 2017 sono 27.139 i soci delle 6.732 startup innovative che presentano almeno un socio (+136 rispetto ai 27.003 rilevati a fine dicembre presso 6.580 startup innovative).



Bilanci


Anche i dati sui bilanci delle startup innovative iscritte al 31 marzo 2017, per le quali sono disponibili i bilanci 2015 (3.708 su 6.880, il 53,9% del totale) risentono significativamente della graduale fuoriuscita delle imprese “mature” costituite prima del 1 dicembre 2012 e mostrano metriche relative al valore della produzione in visibile calo.


martedì 28 febbraio 2017

Start-up innovativa, definizione e vantaggi - pmi.it

Come capire se la propria idea imprenditoriale rientra tra quelle classificabili come start-up innovative, godendo delle relative agevolazioni ed eventuali finanziamenti locali.

Vorrei un chiarimento sui finanziamenti della Regione Campania per le startup innovative: vorrei avviare in franchising un ristorante tutto made in Italy, con marchio affermato e format innovativo, con somministrazione e vendita nella stessa location (Seafood Bar + Seafood Factory Store); se non ci sono limiti di età (under 35), la mia idea ha le caratteristiche per rientrare nella fattispecie?.

Il Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modifiche dalla legge 17 dicembre 2012 n. 221, ha introdotto nel panorama legislativo italiano un quadro di riferimento organico per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative (start-up innovative). La normativa è stata successivamente modificata dal d.l. n. 76/2013 in vigore dal 28 giugno 2013 e dal d.l. n. 3/2015 convertito in legge n. 33/2015 in vigore dal 26/03/2015.

L’art. 25 del decreto definisce la start-up innovativa come una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano oppure Societas Europea, le cui azioni o quote non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione. Vi rientrano, pertanto, sia le srl (compresa la nuova forma di srl semplificata o a capitale ridotto), sia le spa, le sapa, sia le società cooperative.
È inoltre stata istituita un’apposita sezione del Registro delle Imprese la cui iscrizione da parte delle start-up innovative è obbligatoria ai fini della fruizione dei benefici introdotti dalla normativa e previsti dai vari bandi per questo tipo di imprese. Per l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, la sussistenza dei requisiti per l’identificazione della startup innovativa è attestata mediante apposita autocertificazione prodotta dal legale rappresentante e depositata presso l’ufficio del Registro delle Imprese.

La società, per essere definita start-up innovativa, deve quindi possedere i seguenti requisiti:
  • la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria deve essere detenuto da persone fisiche al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi; (requisito soppresso dal d.l. n. 76/2013)
  • la società deve essere costituita e operare da non più di 60 mesi (modificato dal d.l. 3/2015);
  • è residente in Italia ai sensi dell’art. 73 del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in uno degli stati membri dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, purchè abbia una sede produttiva o una filiale in Italia (modificato dal d.l. 3/2015);;
  • il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro;
  • non deve distribuire o aver distribuito utili;
  • deve avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.
Inoltre, la start-up deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:
  1. sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 20% del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione; (percentuale ridotta al 15% con d.l. n. 76/2013);
  2. impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro ovvero in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell’art. 4 del d.m. n. 270/2004 (così integrato con d.l. n. 76/2013);
  3. essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purchè tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa. (così integrato con d.l. n. 76/2013).

Il suo progetto, per quanto possa essere innovativo, se ho ben compreso l’idea da lei esposta, non sembra presentare le caratteristiche di “prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico” richiesti per l’accesso all’agevolazione.