Visualizzazioni totali

mercoledì 17 maggio 2017

Smart Factory: il digitale nel Manifatturiero - www.pmi.it

Le potenzialità per il manifatturiero di investire nelle fabbriche intelligenti: i risultati dello Smart Factories Report.

Investire nelle fabbriche intelligenti (Smart Factories) porterà ad un aumento dell’efficienza produttiva nelle imprese manifatturiere del +27% nell’arco dei prossimi cinque anni, pari a un contributo totale di 500 miliardi di dollari in termini di valore aggiunto annuo all’economia globale. Entro la fine del 2022, i produttori prevedono che il 21% dei loro stabilimenti saranno trasformati in fabbriche intelligenti, a guidare tale rivoluzione digitale saranno soprattutto settori come l’aerospaziale e la difesa, la manifattura industriale e l’automotive, dove i lavoratori già interagiscono con le macchine intelligenti.
Lo rivela lo Smart Factories Report pubblicato da Capgemini e condotto dal Digital Transformation Institute della società intervistando, con questionari qualitativi e quantitativi, 1000 dirigenti con la carica di director o con ruoli in posizioni apicali in aziende manifatturiere con un fatturato registrato di oltre 1 miliardo di dollari provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Svezia, Italia, India e Cina. La ricerca è stata condotta in sei settori: manifatturiero, automobilistico e trasporti, energia e utilities, aerospaziale e difesa, life science e farmaceutico e beni di consumo.
Smart Factory
Si tratta di fabbriche che impiegano tecnologie digitali innovative come l’Internet of Things, Big Data Analytics, Intelligenza Artificiale e Robotica Avanzata per potenziare produttività, qualità e flessibilità, riducendo così significativamente i costi operativi. Considerate un elemento fondante della “Digital Industrial Revolution“, le fabbriche intelligenti fanno ricorso a robot collaborativi, lavoratori che utilizzano elementi di realtà aumentata (caschetti, proiezioni, lenti, tablet, dispositivi da indossare, ecc.) e macchine capaci di autovalutare e segnalare la necessità di un intervento di manutenzione.
Potenzialità dell’evoluzione digitale
Un’evoluzione digitale che, secondo i produttori, porterà nei prossimi cinque anni ai seguenti risultati:
  • la produttività crescerà su base annua 7 volte il tasso di crescita dal 1990;
  • le voci di costo importanti – come rimanenze, Capex e materiali – verranno razionalizzate più di 11 volte rispetto al tasso di miglioramento dal 1990;
  • gli indicatori di qualità – come per esempio la puntualità della consegna e la riduzione degli scarti di tempo – miglioreranno 12 volte rispetto al tasso di miglioramento registrato nel 1990.
Competitività
A fronte di tali previsioni, la maggior parte delle realtà industriali ha già intrapreso la digitalizzazione dei propri stabilimenti per rimanere competitive:
  • solo il 16% degli intervistati afferma di non aver intrapreso iniziative in tal senso, o di non avere piani imminenti per attuarle;
  • la metà degli intervistati di Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito ha già implementato fabbriche intelligenti, contro il 28% degli intervistati in India e il 25% in Cina;
  • il 67% della produzione industriale e il 62% delle organizzazioni aerospaziali e di difesa hanno intrapreso il percorso verso le Smart Factories contro il 37% delle aziende farmaceutiche e delle imprese operanti nel mondo life science;
  • più della metà (56%) degli intervistati ha investito più di 100 milioni di dollari in Smart Factories negli ultimi cinque anni e il 20% ha dichiarato di aver investito più di 500 milioni di dollari;
  • tuttavia solo il 6% delle aziende risulta essere in una fase avanzata di digitalizzazione della produzione e solo il 14% degli intervistati ha dichiarato di essere soddisfatto del grado di successo raggiunto.
Nuove opportunità di lavoro

Le fabbriche intelligenti aprono inoltre nuove opportunità di lavoro per i profili altamente qualificati, soprattutto in settori quali automazione, analytics e cyber security: l’obiettivo è eliminare le inefficienze e ridurre i costi generali, non i posti di lavoro tanto che il 54% degli intervistati sta fornendo ai propri dipendenti la formazione sulle competenze digitali, mentre il 44% sta investendo nell’acquisizione di talenti digitali per colmare il gap di competenze.
Fonte: http://www.pmi.it/economia/mercati/news/154294/smart-factory-levoluzione-digitale-nel-manifatturiero.html

mercoledì 3 maggio 2017

mercoledì 19 aprile 2017

Startup innovative al turnover - www.pmi.it

Report trimestrale sulle startup innovative: settore in crescita ma influenzato dalla fuoriuscita delle imprese “mature” costituite 4 anni fa.


Il Report sulle startup innovative con dati al I trimestre 2017 dimostra un’ulteriore crescita del settore con 6.880 nuove aziende iscritte alla sezione speciale del Registro Imprese, ai sensi del decreto-legge 179/2012, con un aumento di 135 unità rispetto alla fine di dicembre (+2%). Attualmente, rappresentano lo 0,43% delle 1,6 milioni di società di capitali attive in Italia (0,42%a fine dicembre). Si tratta di dati positivi, a poco più di quattro anni dall’operatività della disciplina ad hoc, limite di tempo che ha fatto sì che per oltre 800 imprese scadessero i requisiti per rientrare in tale status in base alla definizione ufficiale (4 anni) stabilita da Decreto Crescita 2.0.


=> Requisiti Startup innovative 2017

Settori di attività
•             Il 70,29% fornisce Servizi: software e consulenza IT (30,29%), R&S (14,23%), servizi d’informazione (8,53%);
•             il 19,67% opera nell’Industria: fabbricazione di macchinari (3,65%), di pc e prodotti elettronici e ottici (3,53%), di apparecchiature elettriche (2,06%);
•             il 4,22% opera nel Commercio.
=> Start-up innovative e PMI innovative: confronto
Incidenza tra società di capitali
•             Servizi: 1,31%.
•             Industria: 0,59%.
•             R&S (Ateco 2007): 25,47%.
•             Produzione software: 8,03%.



Compagine aziendale
•             Quelle con una prevalenza femminile sono 918, il 13,3% del totale, contro un’incidenza del 16,9% tra le società di capitali; almeno una donna è presente nella compagine sociale di 2.959 imprese (43% del totale, contro il 49.6% delle società di capitali, 49,6%).
•             Sono a prevalenza giovanile (under 35) 1.406 imprese, il 20,4% del totale, contro il 6,4% di tutte le società di capitali; almeno un giovane è presente nella compagine sociale di 2.454 imprese (35,7% del totale, contro un’incidenza del 12,6% se si considera la totalità delle società di capitali italiane);
•             Sono a prevalenza straniera 189 imprese, il 2,7% del totale contro il 4,4% del complesso delle società di capitali (4,4%); è presente almeno un cittadino non in 876 società, il 12,7% del totale, contro il 10.6% del complesso delle società di capitali.



Distribuzione geografica

In valore assoluto la Lombardia rimane la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative (1.596, pari al 23,2% del totale nazionale), seguono l’Emilia-Romagna con 764 (11,1%), il Lazio con 655 (9,5%), il Veneto con 600 (8,7%) e la Campania, prima regione del Mezzogiorno con 471 (6,85%). Fanalini di coda la Basilicata (47), il Molise (33) e la Valle d’Aosta (14). La regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto al totale delle società di capitali è il Trentino-Alto Adige (1,15%), seguito dalle Marche con 0,83%, il Friuli Venezia-Giulia con 0,69%, l’Emilia-Romagna con 0,68% e la Valle d’Aosta con 0,66%. Fanalini di coda il Lazio (0,24%) e la Campania (0,29%).
Milano è la provincia con il numero più elevato di startup innovative (1.104 pari al 16% del totale nazionale), a seguire Roma con 562 (8,2%), Torino con 260 (3,8%) e Napoli con 230 (3,3%). Oltre 100 unità per Bologna, Padova, Trento, Modena, Bari e Firenze. La provincia con l’incidenza maggiore è Trento, con 155 startup ogni 10 mila società di capitali. seguono Trieste con 139, Ascoli Piceno con 120, Ancona con 110, Rimini con 94.



Profilo occupazionale (Tavole 6-7)

Il 39,6% delle startup innovative (2.669) aveva a fine dicembre 2016 almeno un dipendente (con contratto a carattere subordinato, inclusi i lavoratori part-time e stagionali, esclusi i lavoratori para-subordinati o con partita IVA), contro il 42,4% di fine settembre. Sempre a fine dicembre 2016 (ultimo dato disponibile poiché l’erogazione del dato sui dipendenti da parte dell’INPS avviene con un gap temporale di tre mesi sulla rilevazione reale) il numero complessivo di addetti era pari a 8.669 (-500 unità e -5.5% rispetto a fine settembre). Un dato influenzato probabilmente dalla fuoriuscita delle startup innovative più “anziane” e consolidate dal Report. A fine marzo 2017 sono 27.139 i soci delle 6.732 startup innovative che presentano almeno un socio (+136 rispetto ai 27.003 rilevati a fine dicembre presso 6.580 startup innovative).



Bilanci


Anche i dati sui bilanci delle startup innovative iscritte al 31 marzo 2017, per le quali sono disponibili i bilanci 2015 (3.708 su 6.880, il 53,9% del totale) risentono significativamente della graduale fuoriuscita delle imprese “mature” costituite prima del 1 dicembre 2012 e mostrano metriche relative al valore della produzione in visibile calo.


domenica 19 marzo 2017

Avviso pubblico per il potenziamento dell’educazione all’imprenditorialità

FSE – PON 2014-2020 “Per la scuola – Competenze e ambienti per l’apprendimento”


I FASE – PERCOSI DI INGRESSO1

OBIETTIVO Attuare il massimo coinvolgimento degli studenti dell’Istituto con un percorso complessivo di educazione all’imprenditorialità anche con l’approfondimento di competenze disciplinari e digitali

BENEFICIARI Scuole statali secondarie di primo e secondo grado che aderiscano al Progetto mediante Delibera di Collegio dei docenti e del Consiglio d’Istituto (è ammessa anche una Delibera con l’adesione generale al PON “Per la scuola” 2014-2020), ed il cui conto consuntivo relativo all’ultima annualità sia stato approvato dai revisori contabili

PARTNER Imprese, associazioni, amministrazioni pubbliche, università, centri di ricerca (da individuare nel rispetto dei principi di trasparenza e libera concorrenza previsti dalle norme in materia di contratti pubblici, Es.: pubblicazione di manifestazione di interesse)

MODULI
1) Le opportunità e le modalità del “fare impresa”
2) Cultura d’impresa e spirito d’iniziativa
3) Le competenze necessarie per lo sviluppo di un’idea progettuale
4) Le competenze organizzative e relazionali

Ciascun Modulo ha una durata minima di 30 ore

Il Progetto deve prevedere lo svolgimento di minimo 2 Moduli

PARTECIPANTI Minimo 15 allievi

DURATA Max 2 anni (aa.ss. 2017-2018 e 2018-2019)

REALIZZAZIONE Orario extra-curriculare

IMPORTO MAX € 18.000,00

TEMPI PRESENTAZIONE PROGETTI Dal 22 Marzo 2017 al 11 Maggio 2017 sulla piattaforma MIUR dedicata alla Gestione degli interventi dei Fondi strutturali

L’avviso completo è sul sito www.istruzione.it/pon/

1 L’Avviso del 8 marzo 2017, di cui qui si tratta, finanzia la c.d. I Fase; seguiranno, con successivi Avvisi, la II Fase, denominata “apertura territoriale” che consisterà in co-progettazione di progetti di nuova impresa da parte degli studenti della I Fase, e la III Fase denominata “Percorsi di accelerazione” che consisterà in percorsi di incubazione delle idee progettuali emerse nella II Fase anche attraverso stage e affiancamento a professionisti

mercoledì 8 marzo 2017

Due call, 28 startup, 4 super progetti: l’Europa mette 3.6M in Impact Growth - startupitalia.eu

Il programma si focalizza su Smart Cities & Infrastructure, Smart Content, Smart Manufacturing e Smart AgriFood, ciascuno guidato da una delle società internazionali che fanno parte del programma e che agiranno come mentor con la possibilità di creare future sinergie e partnership.

Quattro super startup capaci di scalare in Europa. Questo l’obiettivo finale di Impact Growth, il programma finanziato dalla Commissione Europea che ha stanziato 3,6 milioni di euro e gestito da DOCOMO Digital, ISDI e Fundingbox con il supporto di Fiware Foundation, Accelerace, Mobile World Capital Barcelona, Kibo Ventures, Invesdor, Danone, Ferrovial e MADE.
La prima Open Call del programma, aperta il 27 febbraio, selezionerà 14 startup a cui verranno erogati 100 mila euro in equity-free e alla fine dei 6 mesi di accelerazione le migliori due otterranno un finanziamento addizionale di 150 mila ciascuna. Lo stesso avverrà con la seconda Open Call che si aprirà a settembre 2017. E, al termine delle due call, le migliori quattro aziende avranno l’opportunità di ricevere ulteriori finanziamenti fino a 1.5 milioni di euro da parte di investitori istituzionali (Kibo Ventures e Accelerace).


Startup internazionali
Impact Growth si rivolge a startup internazionali in fase di crescita e con prodotti già disponibili sul mercato: le aziende dovranno già possedere il potenziale per poter accedere, al termine del programma, a finanziamenti di tipo Seed o Series A. Impact Growth, come il precedente Impact, si colloca all’interno dei programmi FIWARE. Il programma si focalizza su quattro settori (Smart Cities & Infrastructure, Smart Content, Smart Manufacturing e Smart AgriFood) ciascuno guidato da una delle società internazionali che fanno parte del programma e che agiranno in qualità di mentor con la possibilità di creare future sinergie e partnership: Smart Content sarà guidato da DOCOMO Digital, Smart Cities da Ferrovial, Smart AgriFood da Danone, Smart Manufacturing da MADE (Lego).

100 mentor e investitori
Al finanziamento si affiancherà inoltre un programma di training intensivo (gestito da ISDI e Accelerace) condotto da esperti e imprenditori a livello internazionale, con corsi dedicati a Madrid, Copenhagen e Barcellona. Le startup potranno beneficiare dell’esperienza di oltre 100 mentor e investitori che potranno supportarli sia nel settore digitale che nei 4 settori specifici del programma in merito a problematiche legate al business, alla tecnologia e alla scalabilità. Le startup saranno inoltre supportate dalla FIWARE Foundation nell’implementazione della tecnologia FIWARE – la piattaforma in grado di offrire un set di API dalle specifiche pubbliche e royalty-free per lo sviluppo e la pubblicazione di applicazioni e servizi internet – all’interno della loro architettura.

Strumento per affiancare progetti europei ad alto potenziale

«Si tratta di un’altra preziosa opportunità per b-ventures, il programma di accelerazione di DOCOMO Digital, di contribuire alla selezione e alla crescita delle migliori startup che meritano di essere finanziate con fondi europei fino a 250 mila euro in equity free – ha commentato Simona Torre, Director di b-ventures, il programma di accelerazione corporate die DOCOMO Digital – esattamente come fatto nei due anni scorsi con Impact, vogliamo usare Impact Growth come strumento per affiancare progetti europei ad alto potenziale nella loro fase di crescita fino a farli diventare global company, supportando e favorendo in tal modo il cambiamento che avverrà nella nostra società nei prossimi anni».

Fonte: http://startupitalia.eu/69905-20170307-impact-growth-startup-ue-call